Dentro e fuori i teatri di posa

Si avvicina il giorno in cui i tifosi di Los Angeles, tifosi dei loro divi prediletti, dovranno prendere anche loro la via d’Italia, o meglio di Roma, per potere ancora avere il piacere di vedere da vicino quei beniamini che invece una volta erano « gli inafferrabili » dei tifosi italiani. Si svuotano le vie della ridente città californiana, si chiudono le sontuose ville di Beverly Hills, si spengono le luci di molti teatri di ripresa di Hollywood, mentre si animano vieppiù gli studi italiani.

Però il ritorno di Rossano Brazzi ha smosso un po’ la curiosità perché è « dei nostri ». Al ricevimento dato da Ferruccio Caramelli in onore suo, di Anna Magnani, di William Dieterle, nonché del celeberrimo Caldwell che prenderà parte alla sceneggiatura di Vulcano (titolo del film), Rossano si è dimostrato felice di ritrovare tanto commosso affetto. L’America non l’ha completamente deluso, come si è detto in alcuni giornali, solo la nostalgia dell’Italia era grande; ed egli è felice dunque, di riprendere qui il lavoro in un film di importanza internazionale.

Tutti avevano l’aria felice: Caramelli ha fatto un simpatico discorsetto con il quale ha tenuto a precisare che Vulcano nulla ha a che fare con il film Bergman-Rossellini. Puro caso che… l’azione si svolga in isole poste sullo stesso versante!… Ma il tema è capovolto. Da quanto abbiamo capito (a proposito: non sarebbe utile, in occasione delle « conferenze stampa », dare ai giornalisti un notiziario con i dati essenziali del film, e quelli biografici dei maggiori esponenti? Come possono i poveri giornalisti, subito bistrattati se sbagliano poi un nome o dimenticano quello di un tecnico, di uno sceneggiatore, eccetera, apprendere esattamente ogni cosa detta a fior di labbra, o non detta?) la protagonista femminile — Anna Magnani — dopo una vita un po’… dissoluta, ritorna al paesello natio dove trova la sorellina più giovane, la deliziosa Geraldine Brooks che è un grazioso tipo di « scugnizzetta sofisticata ». Un amore con Brazzi, non ho ben capito se prima con l’una e poi con l’altra, indurrà la sorella maggiore a compiere un omicidio per la difesa dell’onore della sorellina. Mi pare che poi, ma non lo giurerei, la Magnani si ammazzi. Io le auguro, invece, sempre più lunga vita e che sia sempre così simpatica e sorridente come lo era quel giorno: di una eleganza raffinata nel tailleur nocciola, con scarpe uguali e gran fiocco che facevano sembrare ancora più minuscolo il già piccolo piede.

Caramelli ha fatto anche osservare che attorno ai due films che non sono più, come egli garantisce, antagonisti, vi sono ben 4 Oscar: la Magnani, Dieterle, la Bergman e Rossellini: ciò dovrebbe essere di buon augurio. A me personalmente il simpatico industriale ha detto di avere letto con piacere l’intervista concessa a Film, e ha chiesto che i giornali proseguano in quella campagna in favore del nostro cinema, mente negli altri paesi europei — Inghilterra, Francia, eccetera — già vigono importanti leggi protettrici.

E a questo proposito vi diremo come l’America, il paese della così detta « libertà », sta non solo correndo ai ripari, che potrebbero essere giusto sotto certi aspetti, ma addirittura sta facendo forza, e non poca , sulle cinque grandi Case perché non vengano più a realizzare film in Italia temendo che la crisi già fortemente in atto ad Hollywood possa aumentare. E questo è il vero motivo, ad esempio, della sospensione della produzione di Quo Vadis? Gregory Peck sta benissimo: pochi giorni or sono girava tranquillamente per le vie di New York, e ora starà lavorando ad un altro film. Le « balle », anche se americane, non attaccano più: prima il ritardo era dovuto al fatto che sua moglie attendeva un bimbo; poi si disse che stava perdendo la vista! Perfino accidenti del genere vanno inventando per non dire la verità. Ma perché non fare sapere che anche là i sindacati incominciano a farsi sentire, anche se a torto?! Ma perché non fare un bel comunicatino, con tanto di « testa di leone » se gli aggrada, per dire che il film non si fa più e che, forse forse, l’anno prossimo se ne realizzerà uno di assai minore importanza e solo per ricuperare ciò che è stato preparato? Sempre che qualche italiano più furbo non rilevi tutto in blocco. Così di Nerone avremo solo quello interpretato da Cervi: un Nerone casalingo, ma… certo più attendibile!

L’invasione dei films esteri di tutte le specie continua. Ci potrebbero risparmiare, però, quelli di cui in partenza si sa che sono assai inferiori alla nostra produzione più scadente! E per certi films esteri scadenti si trova anche il posto per una grande « première » in un cinema come il Fiamma dove chissà mai quando potremo vedere un film italiano, magari buono come Ladri di biciclette o In nome della legge. Misteri del noleggio!

A proposito: un film che parte con il suo titolo definitivo è Signorinella …, ma perché ispirato dalla celebre canzone Signorinella pallida, dolce dirimpettaia; la « signorinella » sarà una « scoperta », e per ora si chiama « signorina X » perché sarà fatto un concorso per dare un « nome ». Qualcuno in cerca del nome ci voleva, che diamine! Dicono sia una « bomba atomica n. 2»: il n. 1 lo detiene sempre la Mangano. Il film, di produzione Astoria, è diretto da Mario Mattoli. Operatore il piccolo-grande Tonti. Interpreti: Gino Bechi che delizierà i suoi duecento milioni di ammiratori cantando la celebre canzone, che tornerà così di moda. Ave Ninchi, Dina Sassoli, Aroldo Tieri, Aldo Silvani, Vinicio Sofia e Aldo Landi non ché la bella Inga Gart. Esterni, manco a dirlo, Napoli; interni, teatri della Farnesina.

Prima di iniziare il suo primo film che sarà di produzione Visconti (tutti i Visconti si votano allo spettacolo; e ora è la volta di Edoardo), Miss Italia 1947, Lucia Bosè, che ha preso molte lezioni di recitazione da Wanda Capodaglio, è andata a riposarsi in montagna.

Nel prossimo mese si inizierà in Sardegna il film Madre dal romanzo della Deledda e per la regia di Emmer. Finalmente si « scopre » anche la Sardegna da parte dei cinematografari!

Sempre alla fine di giugno si inizierà anche il film Altura prodotto dalla Produzione Film Internazionali. Leonora Rossi, che ne sarà la protagonista femminile, pare decisa a cambiare il nome in Leonora Drago e bisogna riconoscere che una volta tanto è un bel cambio: sarà senza dubbio un « drago » che non farà paura a nessuno, ma che avrà invece un fascino da… sirena.

Mariella Parker
(film, Roma, 5 giugno 1949 testo archivio in penombra)  

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