Niente ferie per il cinema italiano

Bellissima di Luchino Visconti 1951

Roma, luglio

L’estate del 1951 passerà alla storia del cinema italiano come la più dura e la più laboriosa dell’ultimo cinquantennio. I “Grandi” risentono maggiormente le conseguenze della superproduzione, poiché, trovandosi in lavorazione, attualmente, trentasette film ed iniziandosi entro agosto la lavorazione di altri venti, è difficile lavorare con i mezzi migliori, con calma e con ordine.

Luchino Visconti ad esempio ha dovuto rigirare alcune scene del suo nuovo film Bellissima perché la macchina da presa da lui affittata, l’unica disponibile, “ballava”, aveva gli obiettivi sfocati e molti altri difetti, rivelatisi in proiezione. Sia Visconti che la Magnani, protagonista del film, hanno deciso di rifare le scene e si propongono di lavorare nel miglior modo possibile e senza scandali, desiderosi di dimostrare l’infondatezza della leggenda, secondo la quale i film diretti da Luchino o interpretati da Nannarella costano centinaia di milioni e non possono essere programmati regolarmente.

Ma se Sparta piange Messene non ride. Anche gli altri “Grandi” sono in un mare di guai. Gli attori di grido sono contesissimi per cui girano contemporaneamente due o tre film, e, spesso, le produzioni devono sospendere la lavorazione per alcune ore, con perdite di milioni, in attesa del “divo”. Gli operatori più valenti sono stati accaparrati e bisogna quindi o tentare la carta di un giovane o accontentarsi di quello che offre il mercato. Perfino la pellicola lascia spesso a desiderare. D’altra parte, ormai, De Sica, Rossellini, Germi, De Santis, Blasetti, Lattuada, Franciolini, Zampa, Emmer e Fellini si sono impegnati, i contratti sono stati firmati, le date incalzano, i milioni corrono.

De Sica sta lavorando a pieno ritmo. Deve terminare Umberto D. entro il 10 agosto per poter iniziare la lavorazione di Buongiorno elefante — da lui prodotto ed interpretato, e diretto da Franciolini — il 5 settembre. Il caso ha voluto però che prima il cane e poi il professore di Umberto D. si ammalassero, e nonostante i milioni di unità di penicillina adoperati, la produzione ha dovuto subire qualche giorno di forzata sosta. Per quanto riguarda Buongiorno elefante, De Sica e Franciolini devono risolvere due problemi. Rivedere anzitutto la sceneggiatura del film che ha troppi punti di contatto con Umberto D.: Zavattini, autore di entrambi, aveva infatti venduto il soggetto dell’elefante al produttore Ponti molti anni fa. Visto che Ponti non lo realizzava aveva ripreso alcuni spunti a lui cari, contenuti in quella trama, e li aveva innestati nel soggetto di Umberto D. Infatti Buongiorno elefante narra la storia di un professore dal magro stipendio che ha moglie e figli ma prende la vita con filosofia ed ottimismo e spera sempre di avere un giorno quei famosi arretrati dallo Stato e risolvere così i suoi problemi, tra i quali quello del padrone di casa che esige la pigione. (…)
Il professore, come ho detto, sarà De Sica. Per i personaggi della moglie di De Sica e del segretario del principe indiano si fanno i nomi di Maria Mercader e di Paolo Stoppa. L’altro problema che tenterà di risolvere Franciolini, il quale ha terminato in questi giorni le riprese di Perdizione con la Valli, Nazzari e Aumont, è rappresentato dalla scelta del principe indiano (dovrà essere autentico) e dell’elefante. Dopo aver fatto una selezione di undici animali, Franciolini e De Sica si sono soffermati su tre, ciascuno del peso di circa sei quintali.

Roberto Rossellini ha dovuto rimandare alla fine di settembre l’inizio delle riprese di Europa 1951 che verrà prodotto da Ponti e De Laurentiis e non più dall’Excelsior e da un gruppo francese. La presceneggiatura del film, curata da Fellini e Pinelli è stata affidata a Brunello Rondi e a Ennio De Concini, perché consegnino entro agosto la stesura definitiva. Oltre alla Bergman e a Giulietta Masina, nel film appariranno due grandi attori. Ma la scelta si presenta difficoltosissima. Frattanto il signor Burstyn, noto noleggiatore americano, ha acquistato per lo sfruttamento in USA il S. Francesco giullare di Dio, che verrà presentato oltre Atlantico nel prossimo autunno.

La città di difende di Pietro Germi verrà presentato alla Mostra di Venezia. Ogni tanto egli fa irruzione nella casa di Fellini per verificare se Fellini e Pinelli stanno lavorando alla sceneggiatura del suo prossimo film Il brigante di Tacca del Lupo, la cui lavorazione si inizierà a fine agosto. La storia di questo soggetto parte da Bacchelli che è l’autore della novella. Bacchelli due anni fa cedette i diritti per la riduzione cinematografica a Clemente Fracassi che avrebbe voluto produrlo e dirigerlo con Fellini. Ora Fracassi ha ceduto i suoi diritti al produttore Rovere. Per la prima volta, in questa occasione, la coppia Fellini e Pinelli si dividerà, dovendo Fellini dirigere alla fine di luglio Lo sceicco bianco a Roma e a Fregene, con probabili interpreti Peppino De Filippo o Carlo Croccolo; Milly Vitale o Rossana Podestà o Brunella Bovo; Dante Maggio, Nando Bruno, Checco Durante. La sceneggiatura del Brigante di Tacca verrà pertanto curata da Germi e da Pinelli, la cui posizione in questo film è singolare. Il film narrerà infatti la storia della spedizione di una compagnia di bersaglieri al comando del generale Pinelli (nonno dell’autore della sceneggiatura) incaricata di sterminare le ultime bande di briganti al soldo del Borbone che infestavano le Puglie nella zona del Gargano. Per la scelta del protagonista, Germi si trova nei pasticci. Nazzari infatti è in esclusiva con Ponti e De Laurentiis, e Vallone, terminato Anna, è impegnato con Mandrin diretto da Soldati. Altri attori tagliati per la parte del Brigante di Tacca del Lupo come Nazzari e Vallone sarà difficile trovarli. A Germi la soluzione del rebus.

Dovremmo ora parlare dell’impresa di Blasetti, il quale si accinge a dirigere lo Zibaldone n. 1 ma il nuovo film di Alessandro merita una trattazione a sé che ci proponiamo di fare quanto prima. La prossima volta parleremo dei problemi di Castellani, di Emmer, di Lattuada, di Zampa, tutti al lavoro, molti nei guai. Quest’anno, Ferragosto a Cinecittà, magari con 40 gradi.

Augusto Borselli 
(Bis, 14 Luglio 1951 – immagine e testo archivio in penombra)

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