Caccia alla Gina

Caccia alla Gina Mostra di Venezia 1954

L’arrivo al Lido di Venezia di Gina Lollobrigida ha suscitato scene di fanatismo indescrivibili, in certo momenti si è temuto per l’incolumità dell’attrice

Se l’anno scorso qualcuno aveva proposto di assegnare alla Mostra di Venezia lo Sbadiglio d’Argento, quest’anno è ancora peggio perché la Noia Elevata al Quadrato si è alleata col maltempo per ridurre a malpartito gli ospiti del Lido. Lo hanno chiamato il “Festival dell’austerity” e nessuna definizione è mai apparsa più appropriata: dai decollétés delle attrici, il cui millimetraggio viene rigorosamente controllato prima di effettuare le riprese televisive, al metodico razionamento delle olive e delle patatine fritte durante i rarissimi cocktails che le delegazioni hanno offerto con con solidale parsimonia, tutto è apparso e appare in funzione di un rigore anti-mondano più proprio ad una regola conventuale che ad una mostra cinematografica.

Ci voleva l’arrivo di Gina Lollobrigida a proiettare nella quieta atmosfera del Lido una ventata di rivoluzione, poiché in dodici ore è accaduto quello che non si era mai visto in ventidue anni. Mai al Lido un’attrice è stata attesa, inseguita e serrata da presso in un modo così furioso ed ostinato. Gina, in qualche momento, ne è rimasta perfino atterrita. Arrivata al Lido già stanca ed irritata, se l’è presa con un giornalista perché aveva fatto sapere l’ora del suo arrivo; e non c’erano che pochi fotoreporters. Quando ha visto che un fotografo stava rischiando alcune acrobazie per riprenderla dall’alto, gli ha detto: « Lei mi fa pena: quasi quanta me ne faccio io ». In quel momento Gina era sincera, poi si è ripresa ed è tornata ad essere un’attrice.

Dodici ore dopo, quando gli agenti della Celere avevano rinunciato s presidiarla utilmente, sono arrivati i rinforzi; tuttavia i cordoni stesi davanti al palazzo del cinema non sono serviti a nulla. Gina Lollobrigida ha percorso i cento metri che dividono l’Excelsior dal palazzo del cinema su una carrozzella con Moravia, Ponti, Fabrizi, Bersani e De Laurentiis in funzione di guardia del corpo; ma la gente si è gettata tra le zampe del cavallo, e le urla di chi cadeva e veniva travolto si univano agli applausi dei fanatici. Mai visto niente del genere.

L’arrivo a Venezia di Gina Lollobrigida ha avuto un successo senza precedenti: una folla compatta di turisti italiani e stranieri, inutilmente trattenuti  da un agguerrito corpo di agenti, ha presso di assedio il suo albergo, ha affollato le vicinanze del Palazzo del Cinema, ha trasformato la tranquilla spiaggia del Lido in una bolgia infernale. Gina Lollobrigida ogni volta che ha avuto l’idea di mettere la testa fuori dalla porta ha dovuto ritrarla frettolosamente, per non correre il rischio di perderla. Il fanatismo, l’ammirazione del pubblico non conosce, infatti, in casi del genere, limiti di sicurezza e se la diva non cerca di evitare la sua folla può magari finir male.

Arrivata a Venezia da Roma, dopo aver interrotto per qualche giorno la lavorazione di Pane amore e gelosia. La sua carnagione pallida, gli occhi segnati dalla stanchezza, il viso smunto hanno un po’ preoccupato tutti, perché ormai questa attrice  è divenuta una sorta di monumento nazionale, una bandiera di italianità nei riguardi di altri paesi, cinematografia a parte. Si è sparsa quindi con una certa preoccupazione la voce che Gina lavori troppo e debba concedersi un bel periodo di riposo. Continuamente contesa tra un ricevimento, una serata di gala, una scena notturna, l’inaugurazione di un festival, l’arredamento della casa nuova, un viaggio all’estero, la firma di un contratto, le lezioni di dizione, la lettura di nuovi soggetti e così via, Gina Lollobrigida ha ben pochi momenti da dedicare a se stessa, a suo marito, alla propria vita privata.

Ma chi si preoccupa, giustamente, del suo stato di salute può in un certo senso rassicurarsi: appena ultimato Pane amore e gelosia, Gina ha intenzione di prendersi un lungo periodo di riposo, poi di intraprendere un viaggio a Londra e un altro negli Stati Uniti per la presentazione del suo ultimo film di successo Pane amore a fantasia. Tornata a casa vivrà qualche mese di tranquillità, rimandando alla nuova stagione la firma di qualsiasi contratto. Perché Gina fa capire, senza confessarlo apertamente, di voler vivere anche la propria vita di donna e di sposa felice, pensando al momento non lontano in cui penserà anche a diventare mamma. Questo è il programma più immediato della Lollo nazionale, una nostra brava attrice con molto giudizio.

(Festival, 11 settembre 1954 immagine e testo archivio in penombra)

 

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