Cronache Maggio 1938

Mariella Lotti e Massimo Segato

Maggio 1938

Mariella Lotti e Massimo Segato sono due giovanissime promesse che si presentano alla ribalta dello schermo con il viatico di un film a passo ridotto girato per il Cineguf di Roma da G. Saponieri: Appuntamento allo zoo.

La sera del 4 maggio, in serata di gala, alla presenza delle autorità e col concorso di enorme pubblico, si è inaugurato a Torino, in via Madama Cristina 73, il Cinema Colosseo. È un vastissimo locale di 2.500 posti, dei quali 800 di galleria, costruito con criteri modernissimi su progetti dell’architetto Luigi di Munari e dell’ing. Caraccio. La gestione del Cinema Colosseo è affidata alla Società Anonima Esercizi Cinematografici e Teatrali.
Lo spettacolo inaugurale aveva come pezzo forte il film della Generalcine Solo per te, con Beniamino Gigli. Precedeva il delizioso cartone di Walt Disney: I tre lupetti. Scroscianti applausi all’interno del programma.

La Società proprietaria degli Stabilimenti di Cinecittà ha deciso di girare fra breve una produzione cinematografica diretta che avrà carattere continuativo. A tale scopo, in questi giorni, sotto la direzione del dott. Guido Oliva è stata iniziata l’organizzazione di appositi Uffici che si occuperanno di selezionare soggetti, tecnici ed attori occorrenti per l’imminente inizio delle realizzazioni.

Il 6 maggio, data prevista secondo il piano di lavorazione, si è dato a Cinecittà il primo giro di manovella del nuovo film L’albergo degli assenti, il cui soggetto è stato tratto dal romanzo di Michelangelo Barricelli. La sceneggiatura e i dialoghi di questo film sono stati curati dallo stesso Barricelli in collaborazione con Edoardo Antonelli e Matarazzo, casa di produzione la Romulus-Lupa.

Sequestro di un film
Il film Sono stato io! interpretato dai fratelli De Filippo e lanciato dai produttori EIA- Amato è la rappresentazione cinematografica della commedia della signora Emilia Capriolo, in arte Paola Riccora, dal titolo Sarà stato Giovannino, lavoro portato sulle scene dagli stessi De Filippo. L’autrice aveva ceduto il diritto di riproduzione della commedia, pattuendo fra l’altro, che il suo pseudonimo, Paola Riccora, come autrice del lavoro fosse indicato sempre ed a caratteri grandi, sia nella rappresentazione del film che su tutti i manifesti, réclame, ecc.
Senonché gli annunzi pubblicitari parlavano solo di un film EIA-Amato, interpretato dai De Filippo, dal titolo Sono stato io!
Malgrado le diffide della signora Capriolo, i produttori continuarono, ed anzi lanciarono i primi annunzi murali a colori sui quali appariva soltanto il titolo del film, i nomi degli interpreti e quello dei produttori e mancava in modo assoluto lo pseudonimo dell’autrice e qualsiasi riferimento al lavoro teatrale del quale costituiva la riproduzione. Successivamente solo in alcuni manifesti pubblicitari e nella presentazione del film i produttori indicarono e non a caratteri grandi lo pseudonimo dell’autrice e che il film era stato tratto dalla commedia Sarà stato Giovannino.
Per questa duplice violazione la signora Capriolo convenne i produttori del film dinnanzi al Tribunale di Roma per sentir ordinare la risoluzione del contratto, il risarcimento dei danni ed il sequestro del film. La Ia Sezione del Tribunale di Roma ha reso la sua sentenza che ha accolto tutte le istanze della signora Capriolo, ordinando fra l’altro il sequestro ovunque e presso chiunque di tutte le copie del film Sono stato io!

Dopo un’accurata preparazione tecnica, viene annunziato che prossimamente  il noto produttore Giulio Manenti realizzerà il film Terra di fuoco da girarsi a Cinecittà in doppia versione italiana e francese. Il Manenti, durante una sua permanenza in Francia per accordarsi con un gruppo francese, ha scritturato l’attrice Luisa Carletti, nata a Parigi da genitori italiani. La Carletti ha 16 anni ed è stata scoperta da Jacques Feyder che nel film Les Gens du voyage le ha dato il ruolo più difficile, diventando subito famosa. È stata scritturata pure Mireille Balin, la quale com’è noto, impegnata dalla MGM, non volle assoggettarsi ai sistemi di americanizzazione delle case cinematografiche d’oltre oceano, ed un bel giorno, insalutata ospite, se ne tornò in Patria. Giulio Manenti, naturalmente, non si è voluto lasciar sfuggire quest’occasione per scritturare subito la donna più elegante di Francia, per il film Terra di fuoco. Il regista di questo film sarà Marcel L’Herbier.

Salvo d’Angelo: questo architetto, scenografo italiano, forse il più giovane di tutti, che si è venuto affermando in questi ultimi tempi nei quadri della produzione cinematografica italiana, dopo il successo ottenuto con Gli uomini non sono ingrati, Chi più felice di me, Argine, e dopo i recenti contratti stipulati con l’Imperator per il film Tutta la vita in una notte e Vele dipinte, è assurto ormai ad un primissimo piano.
Il suo squisito gusto artistico, affinato alla scuola del Centro Sperimentale di Cinematografia e a quella del Prof. Vittorio Grassi, animato da una singolare personalità, lo ha decisamente messo all’avanguardia, sia per originalità di vedute, sia per le ispirate creazioni di ambienti, pienamente intonati con lo spirito dei soggetti.

La versione italiana di Biancaneve e i sette nani
È questo il primo lungo metraggio di Walt Disney e realizza la famosa favola dei fratelli Grimm: è un film a colori composto di 250.000 cartoni, è costato circa 30 milioni di lire e più di tre anni di lavoro, e costituisce un completo e fine spettacolo artistico: ovunque è stato finora presentato ha riportato trionfi incomparabili.
La versione italiana di Biancaneve e i sette nani è ora in piena lavorazione a Cinecittà, ed è oggetto delle più scrupolose cure da parte di tutto il complesso di dirigenti, tecnici ed attori. La direttiva fondamentale della versione di Biancaneve e i sette nani, riassunta da Roy Disney, fratello del grande Walt, durante la sua ultima visita a Roma ed a Cinecittà nelle parole « deve risultare come nata in lingua italiana », ha trovato nei dirigenti e negli impianti tecnici di Cinecittà gli uomini ed il terreno ideali per la sua pratica realizzazione. Mister Buchanan, direttore generale degli Stabilimenti Disney a Hollywood, ove ha già curato le versioni francese e spagnola di Biancaneve, è stato invitato appositamente a Cinecittà per assistere alla versione italiana del film; egli ha confermato in pieno, senza riserve, il giudizio del Disney.

(immagine e testo archivio in penombra)

 

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