Pomeriggio alla Scalera Film

teatri Scalera Film 1939
Teatri Scalera Film 1939

Con molta difficoltà avremmo riconosciuto la prospettiva del vecchio stabilimento della Caesar film, se non avessimo trovato — a stazionare sulla via della Circonvallazione Appia — parecchie decine di automobili. La facciata dell’edificio si è rinnovata, elevata di un piano e dipinta di fresco. Il fervore costruttivo di Scalera si riconosce subito, mettendo piede nel recinto dei teatri, Con le squadre degli attrezzisti addetti alla lavorazione dei film si incrociano quelle dei muratori e dei decoratori che vanno cambiando la fisionomia dello stabilimento,

Ritorniamo ai teatri della Circonvallazione Appia dopo tre anni di assenza. Vi eravamo andati l’ultima volta mentre si girava Il fu Mattia Pascal, per conoscere Isa Miranda. Quel giorno, i teatri della Caesar ci apparvero come gli eroici avanzi di una gloria che era stata. La vecchia anticamera, tappezzata di pelle, con ancora appese ai muri le fotografie di Mario Bonnard e di Francesca Bertini, ci diede la sensazione di ritrovarci in mezzo a un’epoca che l’età troppo giovane non ci aveva concesso di vivere. Un odore di acetone era nell’aria, misto al fumo delle sigarette delle comparse in attesa. La Caesar rinnovata di tre anni fa — che pure aveva prodotto notevoli film sonori — si riallacciava idealmente con quella che aveva visto gli splendori del cinema muto, Nulla era cambiato: gli uomini eran quasi gli stessi, alle vecchie macchine da presa era stato adottato l’impianto sonoro Tobis-Klangfilm e i teatri avevano ripreso a lavorare dopo quindici anni, come se fosse appena trascorsa una breve pausa feriale.

Nella visita odierna, troviamo che tutto è cambiato, rinnovato: anche il sistema sonoro, ch’è quello della R.C.A. E se non avessimo una preziosa guida, non riusciremmo a discernere il vecchio dal nuovo. Sul basso edificio dell’ingresso è stato innalzato un altro piano dove sarà sistemato il ristorante per gli attori, Gli uffici amministrativi hanno avuto una sede più ampia, mentre la direzione del noleggio è stata distaccata in una palazzina fuori dello stabilimento, sulla stessa via della Circonvallazione Appia. Ai vecchi teatri della Caesar, completamente rimessi a muovo, se ne sono aggiunti altri due: uno, immenso, è stato costruito in quest’anno, con tutti gli accorgimenti della tecnica moderna, e un altro piccolo, per « interni » limitati, sorge sulla area di una vecchia sala di proiezione. In quattro teatri si alternano dunque le compagnie della Scalera, godendo di un privilegio unico: quello di potersi trasferire da un capannone all’altro per mezzo di un felice sistema di comunicazione. Accanto al teatro 3, il più giovane e il più grande, sorge il nuovo edificio del reparto tecnico, con una bella sala di proiezione che serve ugualmente per il mixage e per i doppiaggi. Lungo un luminoso corridoio si stende la teoria dei camerini, lindi e puliti, dotati dei servizi necessari: bagno, parruccherìa, sala dei truccatori, sartoria e telefono.

Adesso, in mezzo a questi rinnovati cantieri cinematografici, si respira un’aria nuova per davvero. Tutto è stato creato con ragionata competenza, in modo da poter offrire — ai tecnici e agli attori che vi lavorano — la comodità più confortante.

La volontà di azione di Michele Scalera — che s’è messo all’opera coraggiosamente, forte di una solida amicizia industriale — ha fatto della vecchia Caesar Film un cantiere modello della cinematografia italiana.

Roma, Dicembre 1939

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