Il lancio radiofonico dei film italiani

Vittorio De Sica, Maria, Denis e Umberto Melnati
Vittorio De Sica, Maria, Denis e Umberto Melnati al microfono dell’Eiar

La produzione cinematografica 1939 e 1940 ha trovato da parte della Radio Italiana un affiancamento notevole, e particolarmente efficace.

Tutti, infatti, sentivamo che per la propaganda del film occorreva una forma nuova, unitaria, gradevole ed efficace, e questi fattori poteva offrire soltanto la radio, a traverso la sua riconosciuta ed incontestabile forza di penetrazione. Ma si trattava di cercare l’espressione radiofonica capace di determinare intorno al film un’atmosfera di vibrante interesse. E non era cosa facile.

L’Eiar ha saputo, invece, identificare questo genere di propaganda, ha saputo trovare la forma radiofonica più sicura e più aderente al temperamento del pubblico italiano, e dopo una serie di accorti esperimenti, l’ha adottata ed applicata su larga scala tanto che in soli tre mesi, tra il novembre 1939 e il gennaio 1940, furono ben quaranta le trasmissioni di lancio per filmi italiani.

Gli effetti?

Gli effetti, bisogna riconoscerlo, sono stati superiori ad ogni previsione, prima di tutto perché questa forma pubblicitaria è riuscita particolarmente gradita al pubblico (e questo conta molto); e poi perché taluni filmi hanno ottenuto una più calorosa accoglienza, proprio per effetto di questo genere di lancio il quale ha saputo creare un interesse davvero determinante nelle finalità cui esse tendevano; quella cioè di sospingere il pubblico verso le sale di proiezione.

Del resto, gli incassi raggiunti da taluni filmi lanciati per radio possono testimoniare in modo assai tangibile i risultati conseguiti.

Dobbiamo perciò rallegrarci con l’Eiar la quale ha saputo validamente affiancare la produzione cinematografica nazionale con una forma di propaganda la quale, a quanto ci risulta, è stata recentemente adottata anche dalla radio germanica.

Infatti, il lanciare per radio una scena che abbia riferimento alla trama del film, e che sia recitata al microfono dagli stessi protagonisti, è stata un’idea originale e geniale, tanto più che essa si distacca nettamente dal genere americano che dovrebbe ritenersi affine e che sarebbe affatto aderente al temperamento del nostro pubblico, alieno da quelle frasi roboanti e reclamistiche le quali sono creatrici di dispetto e generatrici di delusione.

Perfezionata a traverso una rapida esperienza, questa forma radiofonica di lancio ci ha portato ad ascoltare alcune scene che, oltre a riuscire interessanti e gradevoli, ci hanno veramente sospinto verso le sale di proiezione. Ma il merito della radio italiana non si è soffermato a questi fattori che potrebbero essere considerati come esponenti di propaganda pubblicitaria, e quindi come emanazione del tutto commerciale.

L’Eiar, invece, ha voluto conquistare la fiducia e la simpatia degli ascoltatori, anche e sopratutto perché le scene di lancio dei filmi furono sempre contenute in una linea di nobiltà artistica la quale ha finito col soggiogare gli stessi attori cinematografici fra i quali si è determinata una vera emulazione dinanzi al microfono.

Attori ed attrici, infatti, hanno anch’essi compresa l’importanza e il valore di queste scene che, nel propagandare il film, affermano la loro arte in una mediatezza di contatto col grande pubblico italiano,

Ma, accanto all’Eiar, c’è un altro organismo che va citato, ed al quale noi sentiamo di dover rivolgere il nostro consenso. Vogliamo alludere alla Sipra, la società italiana per la Pubblicità Radiofonica, la quale ha saputo ideare alcuni concorsi a premio veramente singolari, i quali, innestati con le scene di lancio, son valsi ad accrescere l’interesse propagandistico delle trasmissioni.

I risultati di questi concorsi si possono misurare non solo dall’interesse che essi seppero suscitare a traverso i ricchi premi messi in palio ma anche e sopratutto dalle liete accoglienze che i film trovarono poi nelle sale di proiezione.

Ora che la forma di lancio radiofonico del film è stata identificata ed adottata, essa ci appare come il solito uovo di Colombo. Ed il nostro consenso diventa in tanto più apprezzabile in quanto la forma annunziata dall’Eiar ci aveva mantenuti piuttosto scettici e perplessi, sembrando poco conciliabile un lancio invisibile per il film che, viceversa, trae la sua potenzialità e suggestione proprio dall’esibizione visiva.

Questa considerazione deve valere, peraltro, a rendere ancora più viva e più sentita la nostra ammirazione per coloro che, per primi, ebbero fiducia in questa forma di propaganda radiofonica. E qui ci piace di ricordare la Generalcine, la Ici, la Cinetirrenia, la Fono Roma, la Mander, la Titanus, i cui dirigenti seppero subito valersi della radio per avvicinare la loro produzione al grande pubblico italiano.

Ma il merito non si sofferma alle scene di lancio.

La Sipra, infatti, capovolgendo interamente i vecchi sistemi con cui si annunciavano le programmazioni filmistiche, ha provveduto a congiungere il lancio del film con un’altra utilissima e quotidiana forma di propaganda pubblicitaria.

Fino all’anno scorso, chi provvedeva al comunicato radiofonico della programmazione nei locali di proiezione, erano gli esercenti, molti dei quali trascuravano, di valersi della Radio, o se ne valevano soltanto per quei filmi per i quali, forse, non ve ne sarebbe stato bisogno.

Ne derivavano, pertanto, criteri difformi e contrastanti, poiché un film iniziava il suo giro commerciale ricevendo un trattamento che variava a traverso le varie città, ed a traverso le varie sale di proiezione, se poi non veniva addirittura trascurato.

La Sipra, invece, ha ora stabilito che l’annuncio delle programmazioni venga fatto per cura delle Case di Distribuzione con una speciale e convenientissima forma di abbonamento la quale consente al film di ricevere un trattamento uniforme, dovunque esso arrivi.

A questa forma di propaganda che ha già dato risultati pratici ed efficaci, hanno da tempo aderito le più importanti distributrici, quali la Generalcine, la Ici, la Enic, la Scalera, la Cinetirrenia e la Minerva.

I film affidati alla Sipra per l’annuncio nella rubrica spettacoli sono circa 150 ed essi importano un movimento di circa duemila comunicati al mese, suddivisi fra le più importanti città d’Italia.

È un intelligente e razionale coordinamento pubblicitario che ha assunto il carattere di uno stile editoriale, tanto più che esso non è rivolto al raggiungimento di un fine effimero o di uno scopo provinciale.

È una forma di propaganda che viene razionalmente ideata e guidata ta da quelli stessi che il film hanno sovvenzionato, e che hanno perciò tutto l’interesse a seguirne le sorti, durante la sua parabola commerciale.

Sono forme queste che assumono il carattere di uno stile logico ed unitario, e di questi criteri noi sentivamo veramente il bisogno nella cinematografia italiana.

Infatti; siamo indotti a ritenere che l’esempio dei più audaci e dei più forti sarà certamente seguito dagli altri, in modo da avere, l’anno venturo, una totalitaria adesione a queste intelligenti forme di propaganda nazionale.

Maggio 1940

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