L’avventura di Annabella 1943

L'avventura di Annabella

Roberto (Maurizio D’Ancora) e Annabella (Fioretta Dolfi), conosciutosi in treno in strane circostanze , si rincontrano in città e presto decidono di sposarsi. I genitori dei due giovani nutrono per essi delle ambiziose aspirazioni. Il padre di Annabella (Enrico Viarisio), mediocre medico, da ad intendere di essere un celeberrimo specialista. Così i genitori di Roberto si sentono costretti a fare la parte di ricchi borghesi, insediandosi nell’appartamento di un loro inquilino. Al momento di stringere le trattative per il matrimonio il castello di carta sembra crollare, ma Alberto e Annabella, scoperto il trucco, riescono a convincere i genitori che il matrimonio dovrà aver luogo ugualmente.

Una volta Paganini (se non sbaglio il fatto avvenne a Parigi) fittò una ‘carrozza. Al termine della corsa l’automedonte, che aveva riconosciuto nel passeggero occasiohale il famoso musicista, chiese in pagamento una somma che, normalmente, avrebbe domandato per un percorso almeno quadruplo. Al che Paganini protestò rilevando che la richiesta era davvero eccessiva. Il vetturino, a difesa della sua tesi, tornò a ribattere che un Paganini, il quale prendeva per un concerto sonanti monete d’oro, si poteva permettere il lusso di pagare qualunque cifra per una passeggiata in carrozzella. Ma il celebre violinista non si smontò e chiuse la breve polemica con queste parole: « Va bene: ma io suono su una corda sola: e quando tu sarai capace di far camminare la tua carrozza su una sola ruota, ti pagherò la cifra che mi chiedi ».

Leo Menardi, non certo Paganini, ma indubbiamente abile auriga, nel costruire il suo « L’avventura di Annabella », ha precisamente tentato di far camminare la carrozza su una ruota sola: e sempre sulla stessa. Infatti nel suo film egli insiste, dal principio alla fine su un solo motivo, e sempre sullo stesso Tuttavia in alcuni momenti per l’inventiva dei soggettisti, cui fa riscontro una indiscussa abilità del regista, il film è davvero esilarante, anche se non irresistibile.

Dal che si deduce che Menardi una certa dose d’ingegno cinematografico ce l’ha, ma che ha avuto torto nel ribattere, quasi fino allo stucco, su una sola trovata, anche se ha tentato di vivificarla suddividendola in trovatine l’una simile all’altra.

Ma, ripeto, nell’insieme, nonostante il difetto che ho denunciato, « L’avventura di Annabella » diverte, non cade mai nella volgarità, e si segue con un certo, anche se modesto, piacere fino all’ultimo fotogramma.

L’interpretazione è nel complesso buona, particolarmente per quel che riguarda le due coppie anziane de! film: la coppia Viarisio-Borboni, da un canto, la coppia Riento-Chellini dall’altro. E in ispecial modo mi è sembrata felice la prestazione di Riento, che, tenuto a freno, si mantiene su una linea assai sobria, ottenendo dei risultati umoristici assai maggiori di quelli che avrebbe potuto segnare al proprio attivo se si fosse sfrenato, con le briglie abbandonate sul collo. I volti giovani del film sono la dolce Fioretta Dolfi, tutta grazia e candore, e la saporosa, rotonda Lia Corelli, accoppiate rispettivamente con Maurizio D’Ancora e Galeazzo Benti. E poi c’è anche la Magnani che, da par suo, disegna un gustoso tipo di mondana, Completano la distribuzione Cesco Baseggio, Gondrano Trucchi e Stefano Sibaldi.

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